
J. Stenzel: Platone e l'educazione al sapere.
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Julius Stenzel (1883-1935) fu grande ammiratore - oltre che grande
studioso - di Platone. Egli vide nella filosofia platonica, e in
particolare nella concezione politica, una grande lezione di
libert. Platone, per Stenzel, non solo elabora un importante
progetto educativo, ma si fa egli stesso, con la sua opera,
educatore alla libert: Per tutta la sua vita scrive Stenzel
nell' Introduzione all'opera da cui  tratto il brano che segue
egli ha esposto la sua dottrina incarnata in uomini, l'ha
descritta in quadri di vera vita sociale; dapprima  Socrate, poi
altre persone, attraverso la cui bocca egli ci parla. Queste
persone si intendono fra loro nelle forme infinitamente varie del
dubbio e dell'assenso, della ripetizione e della convalidazione,
dell'ammaestramento sollevantesi a sempre maggior chiarezza, e non
nella scuola, bens nella societ della vita quotidiana

J. Stenzel, Platone educatore, terzo, 4; terzo, 1.
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 La filosofia non  per Platone un semplice scibile che si possa
insegnare, che il giovane possa apprendere insieme ad altre
scienze, e tanto meno una intuizione geniale di cui una qualche
forza superiore faccia grazioso dono a chi se ne stia inattivo.
Essa quale sapere posto a base di ogni sentimento dello stato, non
, naturalmente, un oggetto unico di insegnamento, bens la somma
d'ogni studio e d'ogni insegnamento, l'incorporazione di ogni
scibile nell'organismo della comunit, e dell'individuo che in
essa si forma. E' l'unit del sapere fatta persona, e presuppone
certo da un lato il pi intenso studio e la conservazione di ci
che si sia appreso, cos come d'altro canto non pu mai risolversi
in un puro sapere. Perci non si pu dire a rigore quanto possa e
debba essere insegnata, cos come nessuno pu mai vantarsi di
possederla; essa rimane come un compito incombente anche a coloro
che hanno acquistato tutto ci che Platone crede di poter indicare
quale propedeutica e Paideia di un simile sapere. D'altra parte
l'educazione  sin dal primo momento rivolta a questo scopo, e
stabilisce le sue norme avendo sempre di mira i filosofi.
[...].
L'assegnare questa [l'educazione] a tutti i cittadini dello stato
non pu essere intenzione di Platone, gi per la difficolt stessa
di questa educazione; ma chi  destinato ad opera direttiva,
quegli deve avere la Paideia; questa peraltro va a vantaggio di
tutti in quanto fonda su un sapere il retto rapporto reciproco dei
cittadini, e crea quindi la base per una intesa di tutti, per
quanto  possibile, in linea di principio, libera

 (J. Stenzel, Platone educatore, Laterza, Bari, 1966 2, pagine 147
e 121)

